Ritorna DOPPIO SENSO, la mostra del libro d’artista alla sua quinta edizione, con il suo gioco di scambio e di intreccio tra l’espressione narrativa e quella pittorica, tra la parola e l’immagine.
Quest’anno l’occasione è davvero speciale: festeggiare i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi. Ma poiché non potevamo limitarci a una celebrazione classica, non sarebbe nello stile di DOPPIO SENSO, abbiamo deciso di alzare l’asticella e proporvi un paradosso, un gioco di sottrazione che metterà alla prova la vostra creatività: rendere omaggio al capolavoro di Collodi, Pinocchio, ma a una condizione… senza Pinocchio.
L’idea è semplice: riaprire il libro sul burattino più famoso del mondo e guardare chi abita tra quelle pagine. Siamo abituati a pensare a questa storia come a una favola per bambini, ma se proviamo a leggerla di nuovo, ci accorgiamo che somiglia più a un frenetico teatro popolato da una folla di comprimari e comparse, tipi umani fatti di spigoli e meraviglie e creature bizzarre che attendono dietro le quinte, tutti pronti a uscire dalla carta per reclamare il loro momento di luce, scoprendo così che anche chi sta in scena per un solo istante può avere una storia intera da raccontare.
Tra i “comprimari” c’è Geppetto, che con le sue mani nodose cerca di dare forma a un sogno nel silenzio della sua bottega gelida e il calore perduto di una giubba venduta per amore. C’è la saggezza del Grillo Parlante che osserva da un angolo e dice la verità prima ancora di essere pronti ad ascoltarla, e c’è Mangiafoco, il gigante burattinaio che riempie lo spazio e fa paura perché ha una barba nera come la pece e una voce che rimbomba come un tuono, ma che all’improvviso si sgretola in uno starnuto di commovente tenerezza. Potreste incontrare il Gatto e la V olpe, compagni inseparabili che si muovono lungo il confine tra il gioco e l’inganno sotto un cappello sgualcito, o fermarvi all’Osteria del Gambero Rosso, tra fumi di cucina e segreti sussurrati dove si consumano inganni davanti a un succulente prelibatezze. C’è la Fata Turchina, che appare come un’ombra gentile e magica che arriva quando tutto sembra perduto, e l’ombra inquieta di Lucignolo, che rincorre la luce del Paese dei Balocchi dove il tempo si consuma tra un gioco e l’altro. Infine, c’è l’immensità del Pescecane, un luogo profondo e buio dove tutto sembra fermarsi, un ventre che è insieme prigione e luogo di rinascita.
Oltre ai grandi nomi della compagnia, la scena è disseminata anche di comparse fugaci, figure che appaiono per un solo rigo per poi svanire nel buio della pagina seguente. Se ne sciegliete una, vi invitiamo ad andare oltre il limite del testo, a utilizzare quel “vuoto” lasciato da Collodi, con le poche parole concesse loro, come uno spazio creativo, l’inizio di una storia mai scritta. Le comparse sono tante e si affollano dietro le quinte: c’è il Pulcino che spunta dal guscio dell’uovo destinato a soddisfare un burattino affamato, ringrazia gentilmente e vola via dalla finestra, o il Serpente che sbarra la strada a Pinocchio, con la coda che fuma e gli occhi di fuoco, una visione terribile che si scioglie nell’assurdo, morendo letteralmente di troppe risate. C’è il Tonno, filosofo del pessimismo, che aspetta rassegnato di essere digerito nel ventre del Pescecane. Quali pensieri attraversano chi ha deciso che “è più dignitoso morire sott’acqua che sott’olio”? E poi l’Asino con l’orecchio rosicchiato e l’occhio umido di pianto. Cosa sogna, tra un raglio e l’altro, quel bambino rimasto prigioniero dentro una pelle non sua?
Nella quinta edizione di Doppio Senso, ogni artista, lasciandosi ispirare dalle atmosfere che ognuna di queste figure porta con sé, potrà scegliere un compagno di strada tra quelli che attendono dietro le quinte di questo grande spettacolo per iniziare questo percorso insieme a lui e racchiuderlo in un libro d’artista. Sarà un modo per scoprire dove vi porterà la sua storia e quale forma prenderà tra le vostre mani. Non ci resta che augurarvi un buon lavoro creativo, curiosi di vedere come ogni incontro e la strada trovata si trasformerà in un’opera da sfogliare.
Per partecipare inviare entro il 31 maggio 2026 a simonetta.zanuccoli@gmail.com:
– modulo di partecipazione allegato
– modulo di iscrizione all’associazione
– pagamento della quota di iscrizione.
La quota è di 65 euro e comprenderà anche una copia gratuita del libro-catalogo della mostra (prezzo al pubblico 25 euro) da pagare mezzo bonifico bancario a:
Intestatario: Associazione Culturale Vittorio Rossi – Libri Liberi
IBAN: IT44X0326802800052848691270:
Causale: Quota partecipazione Doppio Senso 5 + tesseramento 2026
Importo: 65 euro
L’opera dovrà pervenire a Libri Liberi entro e non oltre il 10 settembre 2026. Qualora non fosse portata direttamente, l’artista si impegna alla sua spedizione (andata e ritorno) a proprie spese presso l’indirizzo Associazione Culturale Vittorio Rossi – Libri Liberi, via San Gallo 21, 50129 Firenze.
Ogni opera, creata nel proprio stile, con le proprie tecniche, inedita deve essere firmata e datata dall’autore ed essere permessa la consultazione da parte del pubblico per tutto il periodo dell’esposizione. Durante la manifestazione l’artista potrà vendere la sua opera e nessuna percentuale sarà richiesta dall’organizzazione. Gli organizzatori, pur avendo la massima cura delle opere ricevute, non si assumono alcuna responsabilità per eventuali danni di trasporto, furto o altro durante il periodo dell’esposizione e della giacenza. Gli organizzatori, pur avendo la massima cura delle opere ricevute, non si assumono alcuna responsabilità per eventuali danni di trasporto, furto o altro durante il periodo di manifestazione, del magazzinaggio, dell’esposizione e della giacenza. Il partecipante autorizza l’Associazione Culturale “Vittorio Rossi-Libri Liberi” a pubblicare con ogni mezzo, anche audiovisivo, i dati e le immagini rilasciando esplicito consenso al trattamento dei dati ai sensi della legge 675/96 e si dichiara informato/a dei suoi diritti ai sensi dell’articolo 10 e 13 della legge medesima.
Per ulteriori informazioni: simonetta.zanuccoli@gmail.com
