Vorrei Star Bene A Scuola – Il resoconto del convegno

ASCOLTA L’INTERVISTA RADIOFONICA SU FAHRENHEIT A ELISABETTA OLOBARDI E EDOARDO MALAGIGI 

Venerdì 20 e sabato 21 novembre si è tenuto, a Firenze, il convegno sul benessere scolastico “Vorrei Star Bene A Scuola“. Interventi scientifici, ricerche, testimonianze e workshop hanno animato il dibattito sullo status della scuola attuale, sui cambiamenti e sugli obiettivi da raggiungere per creare, nel futuro, la buona scuola. Partendo dalle esigenze emerse fra i ragazzi delle scuole superiori, sono state analizzate quattro tematiche fondamentali riconducibili all’estetica, all’edilizia e all’armonia dell’ambiente scolastico, l’analisi del “cervello moderno” sempre al centro dei continui cambiamenti imposti dalla nuova tecnologia e dall’uso che ne fa la società,la didattica e il metodo di studio per le materie e l’approfondimento sul rapporto fra autonomia responsabilità che gli adulti dovrebbero costruire e lasciar acquisire ai bambini.

Tante le proposte ascoltate. Numerosi  gli spunti  interessanti per tutti gli operatori della scuola, ma anche per le famiglie e i ragazzi. Forte il concetto che in una società che richiede competenze sempre più complesse, la scuola è chiamata a dare risposte sempre più precise e competenti  agli allievi e alle loro famiglie con modalità che li coinvolgano come soggetti attivi che costruiscono insieme la realtà, interagendo.

Dal convegno è emersa la necessità di una scuola esteticamente da migliorare. Da tempo si è resa necessaria la creazione di un ambiente più bello e amichevole per gli studenti. “Se all’inizio degli anni ’60 si insisteva molto sull’importanza dello stile d’insegnamento, successivamente si è posto l’accento su come l’ambiente fisico contribuisca a facilitare l’apprendimento. L’ambiente deve essere considerato come terzo insegnante perché contribuisce a determinare il successo e il percorso scolastico delle persone” afferma Marino Bonaiuto, ordinario all’Università La Sapienza di Roma.  “In quasi tutte le scuole italiane gli studenti non hanno uno spazio personale! L’attenzione è tutta concentrata sull’aula e sul banco, strumenti di contenzione impossibili da governare nell’era digitale nei quali non è possibile costringere uno studente” sostiene Giancarlo Paba, ordinario all’Università di Firenze.

In una realtà tecnologica in continua evoluzione (i bambini sono immersi in media digitali per circa 6/7 ore al giorno) risultano evidenti i cambiamenti dei processi cognitivi che rimodellano i sistemi del cervello. Già la scrittura è stata un’invenzione che ha messo in moto aree e circuiti del cervello. Dalla sessione dedicata a questa tematica risulta che nel futuro ci saranno sempre più stimoli quindi ‘nuovi cervelli’ e che “siamo appena all’inizio della trasformazione tecnologica. Si cercherà sempre più di mettere intelligenza negli oggetti e il nostro cervello dovrà riadattarsi, cambiare e subire modifiche” afferma Fiorella Operto, presidente della Scuola di Robotica di Genova.

Centrale l’approfondimento sull’importanza delle discipline insegnate a scuola. Sono purtroppo evidenti l’insoddisfazione e la demotivazione diffusi fra i ragazzi sull’apprendimento di alcune materie. Ma come si potrebbe ovviare e migliora? Secondo l’insegnante Daniela Venturinila motivazione è sempre alla base della spinta che un alunno ha per apprendere. Però l’insegnante deve innescare questo interesse attraverso attività di vario genere“.

In conclusione, nella sessione dedicata all’autonomia e alla responsabilità da impartire sui bambini, Franco Cambi dell’Università di Firenze ha affermato che “sono gli insegnanti i veri protagonisti e responsabili della scuola“. “Ci sono diversi modi per rendere autonomi i ragazzi, nell’informazione, nelle decisioni e nell’esecuzione. Gli adulti non dovrebbero fare domande di cui conoscono già le risposte ma, al contrario, lasciare decidano da soli cosa fare e mettere i più piccoli nella condizione di sapersi arrangiare” ha concluso la psicologa Cristina Lorimer.

Approfondimenti e testimonianze hanno messo in luce il lavoro di numerose associazioni che lavorano nel mondo scolastico in diversi modi: dai mobili montessoriani con suggestioni contemporanee di Flowerssori al volontariato urbano per la cura e il decoro della città di Firenze degli Angeli del Bello, dalle azioni e attività sul campo dei DSA di AID Firenze e Pillole Di Parole ONLUS, a excursus sul cinema e sull’adozione curati dalla Mediateca Toscana e da Anna Genni Miliotti.

Di successo le attività dedicate ai ragazzi, con numerosi workshop su metodi di studio, tecniche per migliorare l’attenzione e strumenti per ragazzi DSA. Da segnalare i lavori della Scuola Città Pestalozzi di Firenze e del Liceo Statale Pieralli di Perugia che hanno realizzato dei video sullo stare bene a scuola e su come dovrebbe essere la loro scuola.

Vorrei Star Bene A Scuola 2 è un progetto di Associazione Culturale Vittorio Rossi – Libri Liberi e Associazione Italiana Dislessia realizzato in collaborazione con AIDAI Toscana, Nuovamente, Pillole Di Parole ONLUS, DVF – Diaconia Valdese Fiorentina, Gould e Ferretti.

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