Sabato 27/10/2018 – Mostra “VITE DIPINTE. Sguardi e colori dall’India” di Franco Botticelli

A Libri Liberi (via San Gallo 25R – Firenze) sabato 27 ottobre, alle ore 17.30, si inaugura la mostra personale “VITE DIPINTE. Sguardi e colori dall’India” di Franco Botticelli.

Ma come nasce l’idea di una mostra sull’India? “Circa 36 anni fa, credo fosse il 1982, mi trovavo presso un negozio di tappeti in Via dei Cappellari, il proprietario stava facendo vedere ad un cliente un calendario che aveva realizzato con sue foto di un viaggio in Tibet, una foto per ogni mese incollate su fogli di sughero. Rimasi molto colpito, per la bellezza delle immagini e per l’idea originale del materiale utilizzato sul quale aveva dipinto i giorni del mese e soprattutto perché esprimeva un sentimento personale di dono del proprio vissuto.
Da allora rimase in me il desiderio di replicare quell’esperienza. Negli anni ho fatto diversi viaggi che avrebbero potuto darmi lo spunto per realizzare quel sogno: Perù, Bolivia, Cina, Nepal, Tibet, Yemen oltre a Paese europei e l’America. Non mancavano certo stimoli, eppure soltanto il viaggio in India di 4 anni fa, con l’umanità incontrata, ha risvegliato in me la volontà di concretizzare quel progetto. Riguardando le foto che avevo scattato ce ne erano diverse di volti di bambini, tutti che mi guardavano mentre li fotografavo, con quegli occhi grandi e scuri e con sguardi complici o incuriositi o interrogativi, e comunque molto espressivi.
Decisi allora che i volti dei bambini sarebbe stato l’argomento del calendario e mi misi alla ricerca di un buon laboratorio fotografico che stampasse con una qualità che sapesse dare vita a quegli scatti e creare emozioni nel cuore di chi li avrebbe visti e osservati.
In un forum su internet alcuni consigliavano un laboratorio professionale che si trova vicino Rimini, per l’alta qualità e affidabilità e per un ottimo e funzionale sistema di ordinazioni online, bastava caricare le foto sul sito www.photogem.it, scegliere il formato e il tipo di carta, effettuare il pagamento, sempre online, e in tempi brevi il materiale sarebbe stato consegnato direttamente a casa.
Scelsi allora 30 foto e iniziai questa avventura. Volevo regalare il calendario ai miei parenti per le feste dello scorso Natale, ma non avevo fatto i conti con i tempi necessari per la realizzazione dell’intero calendario, per cui ero riuscito ad avere le stampe delle foto ma non la struttura che le contenesse.
Questa incompleta realizzazione del progetto è stata involontariamente la spinta per la proposta della mostra che mi sarebbe stata fatta a breve. Infatti i miei parenti e amici anziché vedere soltanto 12 foto, ben suddivise in 12 fogli, hanno avuto l’occasione di poterne osservare 30, potendo maneggiarle, metterle a confronto, apprezzarne i colori, scompaginandone l’ordine per darne un loro ideale collegamento. La stampa, effettuata su carta Fine art, mette in risalto i particolari e i colori, tanto che chi osserva la foto ha l’impressione di trovarsi realmente in quel luogo o di poter dialogare con la persona ritratta.
Fu un unanime apprezzamento, e la maggiore parte delle persone che hanno visto le foto sottolineava che quelle foto “comunicavano”, un aspetto che mi fece molto riflettere.
A febbraio scorso andai a Firenze a trovare la mia amica Elisabetta, nella sua libreria Libri Liberi, un posto fantastico dove si respira accoglienza, solidarietà, cultura e creatività. Con Elisabetta e l’indimenticato Vittorio da anni condividiamo un cammino per sensibilizzare ed informare sulla dislessia, un argomento che ha creato un forte legame tra noi che continua nel tempo.
Mi piace esternare ad Elisabetta i miei sentimenti, le mie scoperte e i miei dubbi, perché ricevo sempre stimoli positivi e confronti costruttivi. Non poteva quindi mancare un suo contributo sulle 30 foto. Elisabetta mi disse che era rimasta colpita, più che dalle singole immagini, dalla molteplicità dei “colori” e degli “sguardi”, per la comunicativa che esprimevano e per le “vite dipinte” che trasparivano da quelle stampe e mi disse subito “facciamo una mostra”.
Eccomi qui ora a fare questa esperienza. Ho lasciato passare alcuni mesi prima di decidere, nel frattempo mi sono sposato con la mia amata Tiziana, ma voglio raccontarvi il motivo che mi ha spinto ad accettare questa sfida.
Ho scoperto che nella mia vita avevo sempre valutato le foto unicamente per la bellezza dell’immagine e per la capacità di mantenere il ricordo di un determinato momento vissuto.
Invece ora sono consapevole che le foto sono espressione di sentimenti, di testimonianze di vita, di comunicazione, di allegria, stupore e anche dolore. Non sono mai fine a se stesse, fermano un momento ma per darne continuità e contenuto negli occhi e nella mente di chi le osserva.
Esaminando le foto da questa prospettiva è nato il titolo “ Vite dipinte – sguardi e colori dall’India”. Il filo comune sono “i colori” che esplodono nei vestiti delle donne, nei turbanti degli uomini, nei mercati, negli oggetti, nelle case, nei fiori ma anche nei paesaggi, nei piccoli altari ricavati negli anfratti, nel cibo con le spezie più disparate, nelle vecchie havely, nei templi e nei tessuti, nelle botteghe. E poi “gli sguardi”, partecipativi, complici, mai rubati, di bimbi, donne, uomini, ma anche degli animali. Sguardi che esprimono felicità, che danno amore, altri severi o che chiedono aiuto.
L’India è il paese delle grandi religioni, del Mahatma Gandhi, di madre Teresa di Calcutta, di grande generosità ma anche delle mille contraddizioni, con un sistema di caste duro a morire, con le donne ancora sfruttate, con il lavoro minorile, con tanta povertà.
Lascio a voi farvi trasportare da queste immagini, immergetevi in esse e coglietene l’essenza, fatevi interrogare e incuriosire, a me quelle persone e quei luoghi hanno dato tanto e io ne faccio dono a voi.”

Ingresso libero e gratuito. La mostra sarà visitabile fino al 9 novembre.

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