A tutti i nostri amici, i nostri soci, a tutte le persone che in questi 23 anni sono passate dalla libreria

Bambini, ragazzi, anziani, genitori, insegnanti, a tutti voi dobbiamo, purtroppo, dire che non sappiamo se potremo continuare a essere un punto di riferimento culturale e sociale nel centro di Firenze: pochi giorni fa il proprietario degli spazi ha depositato, dal Giudice, una richiesta di sfratto comunicandocelo tramite una PEC.
In tutti questi anni chi è entrato in libreria ha trovato un habitat accogliente dove conoscere persone simili con la voglia di ragionare fuori dagli schemi.
Abbiamo cominciato nel 2003 dai piccoli editori indipendenti che non trovavano spazio nelle grandi librerie.
Ci siamo inventati una libreria per bambini che fosse aperta ai problemi della scuola e alle difficoltà di apprendimento. Cerchiamo da sempre tutte le strade possibili per arrivare al sapere “anche senza libri” (come ci hanno insegnato i nostri amici dislessici).
Ci siamo inventati un teatrino speciale, aperto a grandi e piccoli, che cerca nella socialità il modo di affrontare le difficoltà, il disagio, le situazioni borderline.
Ci siamo inventati uno spazio espositivo aperto alle proposte più varie e originali: dagli illustratori per l’infanzia all’art brut, passando per fotografi, scultori e digital Artist.
Siamo stati il primo caffè Alzheimer di Firenze, che continua anche oggi in questo luogo aperto e normale, a creare occasioni di relazione fra persone con vissuti diversi, spesso molto difficili.
Siamo stati fra i primi a parlare di adozione dal punto di vista dell’adottato, con meeting nazionali sulla ricerca delle origini e con uno sportello operativo di sostegno.
Siamo stati fra i primi a parlare di benessere scolastico, di metodo di studio personalizzato, dell’importanza del tutor dell’apprendimento nella costruzione dell’autonomia dei ragazzi (“aiutami a fare da solo”).
I giovani e gli studenti sono una presenza costante nei nostri spazi, dove trovano un ambiente per studiare, per incontrarsi, per sperimentare i propri talenti in campo artistico, letterario, teatrale, musicale, insomma in campo culturale.
Non disperderemo sicuramente tutte queste energie, queste nostre battaglie. Ci dispiacerebbe non poterlo più fare negli stessi luoghi ma siamo certi che la potenza di questa storia non finirà così e che continuerà comunque. Il 23 giugno ci sarà un primo incontro col Giudice e… chissà!
Vi terremo sicuramente informati.

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