“Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.”
Da questa celebre frase di Gianni Rodari prende avvio il nostro viaggio.
Un viaggio fatto di parole che cambiano significato, oggetti che diventano altro, personaggi che non esistono ancora e storie che imboccano strade impreviste.
Come nella Grammatica della fantasia, partiremo dall’immaginazione per scoprire che non esiste un solo modo di guardare il mondo.
Attraverso il gioco teatrale, l’improvvisazione, il movimento, la voce e la costruzione di storie, i bambini saranno invitati a sperimentare, inventare e trasformare.
Una parola potrà diventare un personaggio.
Un gesto potrà raccontare una storia.
Un errore potrà aprire una porta.
Una domanda potrà trasformarsi in un’avventura.
Il laboratorio non nasce per insegnare ai bambini a “recitare bene”, ma per offrire loro uno spazio in cui provare senza paura di sbagliare, ascoltare e farsi ascoltare, collaborare, prendere iniziativa e dare forma alle proprie idee.
Perché fare teatro significa anche scoprire che la realtà non è qualcosa da accettare semplicemente così com’è: può essere osservata, interrogata, reinventata.
E forse è proprio questo il dono più grande della fantasia:
immaginare ciò che ancora non esiste.
Non per diventare tutti artisti, dunque, ma per crescere con la libertà di pensare, creare e scegliere.
Un laboratorio per giocare con la realtà, inventare mondi e trovare la propria voce.
Il laboratorio fa parte di “ri-GENERAZIONI. Nuove strade per cambiare la prospettiva”, un progetto dell’Associazione Culturale Vittorio Rossi – Libri Liberi APS finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Toscana, che promuove percorsi educativi, culturali e partecipativi rivolti alle nuove generazioni per favorire creatività, inclusione e cittadinanza attiva.
